Il reddito è un flusso di beni percepito in un determinato periodo di tempo da un'unità economica, la quale può essere rappresenta da un singolo individuo così come da uno Stato. In altre parole il reddito rappresenta la ricchezza, composta da redditi da lavoro dipendente, da capitale, da risparmio, fondiari e da redditi misti, sempre misurati in un lasso di tempo per verificarne l'andamento ed anche valutarne la consistenza ai fini dell'imposizione fiscale.
Molti di noi sentendo la parola reddito pensano, infatti, immediatamente alla dichiarazione dei redditi e alle imposte da versare allo Stato e agli Enti Locali ed in particolare all'IRPEF, l'Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche che tutti dobbiamo corrispondere.
L'analisi dei redditi è però utile anche per comprendere la situazione di salute dell'economia di un paese, approfondendone l'andamento nel tempo e il grado d'equità nella distribuzione della ricchezza. Per questa ragione, prima di approfondire l'interessante tema del calcolo dell'IRPEF, dell'ISE e dell'ISEE, vogliamo parlare dei redditi degli italiani degli ultimi anni, concentrandoci sui dati relativi al 2006/2007.
Il reddito medio degli italiani nell'anno 2006 è pari a 18.324 euro, stando ai dati diffusi dal Ministero dell'Economia basati sulle dichiarazioni dei redditi del 2007.
La buona notizia coincide con l'incremento nel reddito totale del 5,7% rispetto l'anno precedente, quella cattiva con la disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza che interessa molti paesi e, in modo particolare, il nostro.
Il 35% degli italiani nel 2007 ha dichiarato un reddito annuale inferiore ai 10.000 euro, una cifra che fa emergere in maniera preoccupante il tema della soglia di povertà. L'ISTAT, analizzando i dati del 2007, ha rivelato che in Italia versano in condizioni di povertà assoluta 975 mila famiglie, una percentuale pari al 4,1% dell'intera popolazione. La crisi globale degli ultimi tempi ha ulteriormente aggravato la situazione di criticità e le disparità nella distribuzione del reddito.
Anche a livello locale si registrano disparità notevoli, tanto nella distribuzione della ricchezza quanto nella qualità della vita. In ragione di ciò è stato creato negli ultimi tempi l'indice di povertà locale che tiene conto sia dell'ammontare complessivo del reddito annuale sia del potere d'acquisto effettivo, notevolmente variabile tra le diverse città. Parametri come la spesa per i consumi, il numero dei componenti dei nuclei familiari ed il numero medio di lavoratori presenti in ogni famiglia contribuiscono a definire in maniera più precisa la soglia di povertà peculiare di ogni città d'Italia.